Storia dell'Archivio di Stato di Roma

Archiginnasio nel 1700 (G.Vasi)

L' Archivio di Stato di Roma è stato istituito con il Regio Decreto n. 605 del 30 dicembre 1871, con il compito di conservare:

  • gli atti degli organi centrali dello Stato pontificio,
  • gli archivi giudiziari e notarili romani fino all'unificazione del regno d'Italia,
  • gli atti degli uffici statali con sede nell'attuale provincia di Roma, sia per il periodo anteriore che posteriore all'unità.

Dopo l'Unita' d'Italia, il nuovo Stato riunì tutti gli archivi dei regimi preunitari in un'unica amministrazione, dipendente dal Ministero dell'Interno. Gli archivi centrali delle città' ex capitali divennero cosi' archivi periferici del nuovo Stato, mentre a Roma venne istituito l' Archivio del Regno per accogliere tutte le carte prodotte dagli organismi centrali dello Stato, concepito all'epoca come una sezione dell'Archivio di Stato di Roma.
Fin dalla sua istituzione quindi l'Archivio di Stato di Roma ha avuto anche la funzione di Archivio Centrale del nuovo Stato unitario, compito attualmente svolto da un istituto archivistico del tutto autonomo, l'Archivio centrale dello Stato. Infatti con la legge 340 del 13 aprile 1953 , l'Archivio del Regno fu riconfigurato come organismo assolutamente autonomo, denominato appunto Archivio Centrale dello Stato. Per la prima volta in Italia, fu creata una grande struttura archivistica a livello nazionale per la tutela, la valorizzazione e la fruizione delle fonti documentarie per la storia contemporanea del nostro Paese.
La storia dell'Archivio di Stato di Roma ha delle caratteristiche particolari, se confrontata agli altri archivi delle capitali dei diversi stati preunitari.
Con l'annessione di Roma all'Italia, il 20 settembre 1870, e la fine del potere temporale dei papi, la documentazione archivistica degli uffici ed organismi dello Stato pontificio entra in possesso dello Stato italiano, ad eccezione di quella conservato presso i palazzi vaticani, dove, oltre all'Archivio Segreto, avevano sede importanti dicasteri, fra cui la Segreteria di Stato e alcune Congregazioni cardinalizie.

L'Archivio di Stato di Roma si è formato con la riunione dei fondi documentari fino ad allora conservati presso i vari uffici dello Stato pontificio salve le ricordate eccezioni.
In linea di massima, l'Archivio di Stato di Roma conserva la documentazione degli organismi pontifici preposti all'Amministrazione temporale, mentre l'Archivio Segreto Vaticano conserva la documentazione degli uffici ed organismi preposti al governo della Chiesa.
Gradualmente i due importanti Istituti perfezionano la loro specializzazione anche attraverso scambi di materiale : il più importante è quello del 1918, quando l'Archivio Segreto Vaticano cede il grande fondo della S. Congregazione del Buon Governo, preposta alla vigilanza sulle amministrazioni locali dello Stato pontificio, in cambio di materiale documentario concernente decime ed altri affari di pertinenza strettamente ecclesiastica.

l'Archivio di Stato di Roma visse un primo cinquantennio caratterizzato da varie e faticose peregrinazioni da un palazzo romano all'altro, prima di trovare una sede prestigiosa nel palazzo della Sapienza.

Per risolvere il primo urgente problema di concentrare le carte dei cessati uffici dell'amministrazione pontificia, frettolosamente sistemate dopo il 1870 in diversi palazzi romani, fu assegnato Palazzo Mignanelli, vicino Piazza di Spagna, che divenne anche la prima sede della Direzione Generale dell'Archivio di Stato di Roma.

Da ricordare infatti che numerosi fondi archivistici, specialmente dei dicasteri finanziari erano nel 1870 concentrati nel Palazzo Salviati alla Lungara e da qui furono trasferiti nell'Ospizio di San Michele a Ripagrande. Altro notevole concentramento di materiale documentario era a Palazzo Montecitorio, a Palazzo Madama ed altri in piazza di Pietra, e infine a Palazzo Mignanelli, situato vicino piazza di Spagna.

Il trasferimento della Università di Roma nella nuova città universitaria rappresentò quindi un' occasione per ottenere nel 1936 l'assegnazione di questo monumentale complesso architettonico costruito fra il Cinquecento e il Seicento nell'antico rione di S. Eustachio.

Questa soluzione si rivelò senz'altro vantaggiosa per l'Istituto romano che, dopo un cinquantennio di peregrinazioni fra vari palazzi romani, potette godere di una sede prestigiosa, anche se per contenere la documentazione fu necessario sventrare completamente l'ala dell'edificio su via dei Sediari, con un intervento su un monumento che attualmente sarebbe impensabile. Lo spazio ricavato si dimostrò però immediatamente insufficiente e si dovette quindi mantenere l'uso di un convento posto nella zona di Campo Marzio, poco distante. Tale situazione pregiudicava la possibilità di espansione del materiale archivistico connessa all'attività di acquisizione di nuovi e importanti archivi.

Nel 1953, a seguito dell'istituzione dell'Archivio centrale dello Stato come istituto autonomo, l'Archivio di Stato di Roma cede al nuovo istituto la documentazione prodotta dai dicasteri centrali dello Stato italiano.

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