formazione del patrimonio documentario

 L'Archivio di Stato di Roma ricevette un primo imponente nucleo proveniente dai cessati dicasteri pontifici all'atto dell'insediamento del suo primo direttore Biagio Miraglia (1871-1877).

Questa documentazione era stata raccolta a cura delle Delegazione per gli archivi romani - nominata il 21 marzo 1871 per provvedere alla costituzione dell'Istituto romano - che, nonostante le difficili condizioni in cui aveva agito, era riuscita a recuperare e a consegnare al neo costituito archivio "...poco meno di quaranta (...) archivi dei cessati dicasteri".


Da ricordare che numerosi fondi archivistici, specialmente dei dicasteri finanziari erano nel 1870 concentrati nel Palazzo Salviati alla Lungara e da qui furono frettolosamente trasferiti nell'Ospizio di San Michele a Ripagrande. Altro notevole concentramento di materiale documentario era a Palazzo Montecitorio, a Palazzo Madama ed altri in piazza di Pietra, e infine a Palazzo Mignanelli, situato vicino piazza di Spagna. In particolare quest'ultimo, assegnato per concentrare le carte provenienti dalle diverse sedi, diventò anche la prima sede della Direzione dell'Archivio di Stato di Roma.E' però nella trentennale direzione di Enrico De Paoli che i fondi dell'Archivio diu Stato di Roma presero la fisionomia che hanno in gran parte tuttora.

L'Archivio del Commissariato generale della RCA

Alla Camera apostolica e ai suoi componenti (camerlengo, tesoriere, commissario, chierici di camera ed altri) faceva capo tutta l'amministrazione finanziaria dello Stato pontificio, con competenze legislative, amministrative e giudiziarie.
Il palazzo del Commissariato generale della RCA era stata l'ultima sede in cui si conservava l'archivio della Camera apostolica. Anzi l'archivio del commissario era considerato il vero archivio della Camera, destinato a conservare organicamente tutti i documenti afferenti agli affari temporali della Santa Sede. Nel 1871 questo archivio era disposto in nove stanze nell'edificio della dogana di terra in piazza di Pietra. Una volta acquisito dall'Archivio di Stato di Roma e in seguito al suo trasferimento nella sede del monastero delle benedettine a Campo Marzio, espropriato nel 1873 e dove furono trasferiti da palazzo Mignanelli gli uffici e la direzione dell'Archivio di Stato di Roma, a causa del deplorevole stato di disordine in cui versavano le sue carte, fu oggetto di una nuova sistemazione. Si formarono così i Camerali I, II, III, che a tutt'oggi formano ancora uno dei complessi documentari più caratterizzanti dell'Archivio di Stato di Roma. Successivamente inoltre venne inserita nelle tre parti dell'archivio camerale anche documentazione proveniente da altri fondi, come quella del Tribunale del governatore o anche acquisita sul mercato.

La Computisteria

Molto complesse le vicende subite dagli archivi finanziari romani. In particolare il grande archivio della Computisteria generale della Reverenda camera apostolica era stato frettolosamente spostato dalle stanze di Palazzo Salviati alla Longara a quelle dell'ospizio di San Michele a Ripa negli anni sessanta dell'800. Qui fu trovato in stato di grande disordine da Costantino Corvisieri, noto studioso ed erudito romano, incaricato di stendere una relazione sui diversi Archivi di Stato e governativi esistenti a Roma e provincia, che fotografasse la situazione poco dopo il 20 settembre 1870.

Altri archivi camerali

Facevano parte del patrimonio iniziale dell'Istituto questi altri archivi camerali:

Presidenza dell'annona e grascia
Presidenza degli archivi
Presidenza di Roma e Comarca
Notai

Per quanto riguarda l'importante settore costituito dagli archivi di notai e cancellieri dei tribunali e di magistrature pontificie l'istituto romano annoverava nel suo patrimonio iniziale:

Notai dell'auditor camerae
Notai della Reverenda camera apostolica

Solo successivamente furono acquistati gli archivi notarili romani dei notai che rogavano per libera professione nella città e facevano capo alla Curia capitolina o senatoria e ai trenta notai capitolini. Per primo nel 1880 fu acquisito così l'imponente archivio del Collegio dei notai capitolini, quindi durante la direzione di Eugenio Casanova fra il 1918 e il 1919 l'archivio stesso dei Trenta notai capitolini.

Tribunali

In questo notevole e cospicuo settore, la iniziale riluttanza del Ministero di Grazia e Giustizia a versare gli atti "giudiziari" e "notarili", considerati separati da quelli definiti atti "amministrativi", è presto superata. La separazione fra questi atti infatti dura ben poco in quanto si giunge, con il regio decreto 4 febbraio 1872 n. 681, a decretare che gli archivi giudiziari e notarili di Roma sarebbero stati aggregati all'istituto romano . Nel 1874 si acquista inoltre l'archivio del Tribunale criminale del governatore di Roma.

Le corporazioni religiose, le confraternite e gli ospedali

Le carte delle corporazioni religiose romane giungono all'Archivio di Stato di Roma a seguito dell'esecuzione della legge 19 giugno 1873. La maggior parte delle carte è stata versata in due grandi blocchi nel 1875 e nel 1876 in uno stato di deplorevole confusione e disordine. Inoltre gli archivi delle confraternite romane sono pervenute all'Archivio di Stato di Roma spesso insieme a quelle degli ospedali in quanto, nei secoli passati, molte confraternite privilegiavano l'attività assistenziale ospedaliera per mettere in pratica la loro vocazione caritatevole.

Le carte ottocentesche - I Ministeri

All'atto della sua costituzione risultavano in possesso dell'Archivio romano i seguenti archivi dei ministeri dello Stato pontificio:

Ministero dell'Interno, comprese le Direzioni generali di polizia e delle carceri;
Ministero dei lavori pubblici, istruzione e commercio, già Camerlengato, con la Congregazione degli studi
Ministero delle finanze, con le sue direzioni generali (dogane, bollo e registro, poste) e altri uffici dipendenti

a questo elenco le carte della Direzione generale del debito pubblico acquistate nel 1880 .

Le miscellanee

Un discorso a parte meritano i fondi cosìdetti miscellanei. La loro formazione si deve non tanto ad operazioni arbitrarie, quanto piuttosto ad esigenze di necessità di carattere archivistico. Nel 1879 la Miscellanea del periodo costituzionale riunisce alcuni archivi artificiosamente smembrati. Tra il 1884 -1885 le stesse esigenze ispirarano la formazione di una delle più note miscellanee dell'Istituto romano : la Miscellanea di carte politiche e riservate . Anche se in questo caso accanto a materiali provenienti dalla Segreteria di Stato e da altri fondi conservati presso l'Archivio vaticano, è possibile rintracciare carte provenienti da fondi organici conservati invece presso l'Archivio di Stato di Roma stesso quali la Direzione generale di polizia o il Tesorierato generale. Da stato di necessità sembra invece dettata la formazione della Collezione delle mappe, che erano state separate, all'epoca dei disordinati trasferimenti, dal materiale di cui facevano parte "senza conservare l'indicazione". Nessuna logica archivistica accompagna invece la formazione della Collezione delle pergamene, ove vennero raccolti documenti membranacei di diversa provenienza: dalle corporazioni, dai tribunali e dal altri organismi, insieme ad altri pezzi acquisiti sul mercato.

Nuove importanti acquisizioni a partire dal 1916

La Congregazione del Buon governo

Dopo la prima iniziale fase della formazione del patrimonio documentario dell'Archivio di Stato di Roma, con la nomina nel 1916 a direttore di Eugenio Casanova (1916-1933) entriamo in una nuova fase di vita dell'Istituto, caratterizzata da nuove grandi accessioni documentarie. Prima fra tutte è quella dell'imponente archivio della Congregazione del Buon governo preposta alla vigilanza sulle amministrazioni locali dello Stato pontificio, che fu ceduto dall'Archivio segreto varticano in cambio di materiale documentario concernente decime ed altri affari di pertinenza strettamente ecclesiastica.

La Presidenza del Censo

Sempre durate la direzione di Eugenio Casanova si acquisisce questo importante archivio con le mappe e i brogliardi del Catasto gregoriano che coprono l'intero territorio dello Stato pontificio.

Archivi notarili

Nello stesso periodo, cioè fra il 1918 e il 1919, viene acquistato il ricchissimo archivio dei cosìdetti Trenta notai capitolini, comprendenti anche notai di altri uffici.

Archivi di famiglie e di persone

L'Archivio di Stato conserva inoltre alcuni archivi delle famiglie nobili romane pervenuti a seguito di acquisti e donazioni. Attraverso la documentazione di questi archivi è testimoniata l'attività dei membri di queste importanti famiglie, che spesso rivestirono le massime cariche ecclesiastiche, civili e militari nell'antico stato pontificio. Un altro aspetto assai rilevante di questi archivi è costituito dalla documentazione dedicata alla gestione dei loro ingenti patrimoni.
Si segnala dei primi anni del '900 l'acquisizione, come donazione, dell'archivio Cartari Febei di grande importanza araldico - genealogica, e gli archivi delle famiglie principesche romane Santacroce (acquistato nel 1904) e Giustiniani (donazione del 1941) e infine quello della famiglia Lante (donazione dello stesso anno).

Le carte postunitarie

L'Archivio di Stato di Roma conserva anche alcuni degli archivi del periodo unitario degli uffici periferici dello Stato italiano aventi sede nella provincia di Roma, oltrechè quelli degli enti pubblici soppressi di Roma e provincia. I documenti conservati riguardano in larga parte Roma, e la sua peculiarità di capitale del nuovo Stato. A tale scopo ricordiamo il ricco e cospicuo archivio dell' Intendenza di finanza fino al 1910 con carte relative al demanio, e del Genio civile fino al 1954. Altri importanti fondi sono quelli della Prefettura fino al 1945 e della Questura fino al 1910. Imponente l'archivio del tribunale civile e penale di Roma che copre il periodo 1871-1897, il Tribunale di commercio fino al 1888, gli archivi della Corte d'assise e della Corte di appello di Roma fino al 1921.

Archivi degli enti pubblici soppressi

Istituto di S. Spirito e Ospedali riuniti di Roma fino al 1943
Pio Istituto dell'Addolorata (1898-1940)
Congregazione di carità (1890-1937)
Consorzio umbro-laziale per l'incremento e la tutela della pesca (1943-1979)

Da ricordare inoltre la presenza di alcuni archivi locali della provincia di Roma (ad es. Pretura di Albano etc.). Non mancano alcuni archivi privati ricevuti in dono o in deposito (ad es. Consorzio privato dell' Acqua Mariana, Carte Galassi...).

Le recenti acquisizioni ( post 1960)

Archivi di famiglie e di persone

Archivio Del Drago, nel 1961
Archivio Spada-Veralli, nel 1971
Archivio Odescalchi di Bracciano (acquisto del 1984)
Archivio Famiglia Sforza Cesarini (deposito -1992)
Archivio Archivio famiglia Massimo ramo D'Aracoeli - Cesi Duchi di Rignano

Catasti

Nel 1988 è stata versata dall'Ufficio tecnico erariale (UTE) la documentazione relativa al :

  • catasto rustico di Roma e provincia. (Le serie individuate sono: matrici, matricole possessori, registri partite, prontuari di mappa, volture), 1870- 1952.


Sono state versate : le piante dell'Agro romano e della Comarca di Roma.

Questo catasto, in vigore fino al 1951, risulta molto consultato non soltanto per motivi di studio, ma soprattutto per scopi giuridici e amministrativi.

Nel 1996 è stata versata dall'Ufficio distrettuale delle Imposte dirette (oggi Agenzia del territorio) la documentazione relativa al :

-catasto urbano di Roma e di Bracciano ( Le serie individuate sono: matricole possessori, registri partite, prontuari di mappa, stati dei cambiamenti), 1870- 1962. Sono state versate anche : le mappe dei rioni di Roma.

Anche questo catasto, in vigore fino al 1961, risulta molto consultato non soltanto per motivi di studio, ma soprattutto per scopi giuridici e amministrativi.

Elenco dei fondi archivistici versati  dal 1999 al 2008 [...]

Elenco dei fondi archivistici deposititati presso la sede succursale dal  2005 al 2008  [...]

palazzo MignanelliGiuseppe Vasi, Piazza di Pietra nel sec. XVIII Giuseppe Vasi, Palazzo Madama nel 1700Giuseppe Vasi, Palazzo Montecitorio (sec. XVIII)palazzo Salviati