Perchè io non voglio star più a questa vita. La voce di Beatrice Cenci dai documenti conservati negli archivi romani

Archivio di Stato di Roma - Sala Alessandrina

16 novembre 2021 - Presentazione libro

Locandina B. CenciMartedì 16 novembre sarà presentato al pubblico alle ore 16.00  nella Sala Alessandrina  il volume di Alessandra Masu "Perchè io non voglio star più a questa vita. La voce di La voce di Beatrice Cenci dai documenti conservati negli archivi romani". Al centro della pubblicazione è Beatrice Cenci, aristocratica romana decapitata a Roma nel 1599 con l’accusa di essere la mandante dell’omicidio del padre. Una storia torbida e ancora velata da zone d’ombra di cui esistono testimonianze conservate negli archivi romani.

La saga dei Cenci comincia negli anni ‘90 del Cinquecento, quando una serie di controversie legali e scandali decretano la rovina economico-sociale del clan capeggiato dal padre-padrone, Francesco Cenci. Cercando rifugio nella zona montuosa ai confini tra lo Stato della Chiesa e il regno di Napoli, si trasferisce nella rocca della Petrella dove imprigiona la seconda moglie Lucrezia e la figlia Beatrice. All’alba del 9 settembre 1598 Francesco viene ucciso da due sicari assoldati da Beatrice e dal figlio maggiore, Giacomo. La vox populi che Francesco sia stato ucciso comincia a diffondersi. Il processo comincia a Roma nel novembre del 1598 e si conclude con la condanna dei mandanti, moglie e figli. Clemente VIII non concede la grazia se non al figlio minore, Bernardo. L’11 settembre 1599 vengono giustiziati a Castel Sant’Angelo il primogenito Giacomo, la matrigna Lucrezia e Beatrice. Giacomo squartato e le donne decapitate: le prime (e uniche) aristocratiche romane a essere punite in tal modo.

Presso l’Archivio di Stato di Roma è conservato un manoscritto di 348 fogli, databile intorno al secondo quarto del XIX secolo, intitolato Atti dell’intiero processo di parricidio contro la famiglia Cenci e denominato manoscritto Stramazzi dal nome del funzionario della Romana Curia Criminale che salvò il documento dalla dispersione facendone una copia prima del 1849. Dalla lettura del volume, qui integralmente trascritto, si ricostruisce la cronaca della vicenda giudiziaria attraverso le deposizioni degli imputati e dei testimoni.

Il racconto, che si avvale anche di altre fonti documentarie, illumina con rigore storico le vicende di un clan segnato da violenza domestica, lutti e processi infamanti, ricostruendo la “vita nefandissima” di un padre-padrone e delineando con lucidità il ritratto più autentico di Beatrice, figura ormai mitica e a metà, nel sentire comune, tra vittima e femme fatale.

Quando: 16 novembre 2021, ore 16.00
Dove: Archivio di Stato di Roma, Sala Alessandrina, Corso del Rinascimento 40
Come: ingresso libero con esibizione di green pass unito a un documento di identità; è richiesto l’uso della mascherina.